Sicuramente vi sara’ capitato di dover chiamare l’assistenza “tecnica” o il call center di un qualche operatore di telefonia… si? Bene! Questo post lo scrivo proprio mentre cerco di prendere la linea (e non perdere la pazienza – loro la chiamano “priorita’ acquisita”) per capire cosa succede alla mia linea ADSL.
Come vedete sto facendo altro mentre aspetto la linea libera e volevo consigliarvi questo banale ma molto utile suggerimento per alleviare la vostra attesa: innanzitutto usate un telefono a toni dotato di vivavoce (come i comuni cellulari) e poi, una volta memorizzata la scorciatoia di tasti utilizzati per poter parlare con un essere umano (che loro chiamano “operatore”) potete richiamare scrivendo:
NUM_CALLCENTERppppXpYpZ
Esempio pratico che chiarisce tutto (spero!): per parlare con un operatore dell’assistenza per la telefonia fissa WI##/INF###### basta semplicemente comporre 155ppppppp2p1p4p2, mettere il vivavoce e… aspettare!
Comodo no??! ;-)
Era un po’ che volevo farlo ed eccomi qua a giocare/imparare con Gentoo.
Dunque l’installazione viene fatta “a manina” cosi’ come la configurazione del sistema, mentre per la compilazione dei pacchetti (e non solo!) ci viene in aiuto il comando emerge. Avendo per fortuna una connessione veloce (ADSL) ho preferito installare Gentoo partendo dalla ISO del minimum install CD, che pesa poco piu’ di 55 MB e contiene lo stretto necessario per bootare mentre per il sistema di base ho scelto di partire da uno stage3; il resto dei pacchetti (sorgenti) viene emerso dalla rete.
Ho dovuto compilare il kernel 5-6 volte circa prima di averne uno perfettamente funzionante perche’ ahime’ ottenevo un “kernel panic” proprio all’avvio del sistema (in pratica era dovuto a moduli mancanti), ma fatto questo finalmente ho la mia bella console col framebuffer (vesa-tng) settato a 1024×768… i colori di Gentoo mi iniziano a piacere! : D
Ora si tratta “solo” di emergere il mondo, o meglio, di emergere GNOME ed ho scelto la versione light che dovra’ compilare/installare “solo” 330 pacchetti ; P … ma prima di lanciare il comando emerge gnome-light mi viene un’idea su come fare per poter utilizzare il pc, intendendo con questo chattare (qualcuno ha detto irssi? :-), googlare con firefox, scaricare la posta, ecc…, mentre emerge emerge i pacchetti (notare il gioco di parole ; p).
Prendendo spunto dalla guida rapida all’installazione di Gentoo, useremo il magico mondo di chroot : )
# mkdir /mnt/gentoo# mount /dev/hdxN /mnt/gentoo (sostituire hdxN con la partizione di root del vostro sistema)# mount -t proc /proc /mnt/gentoo/proc/home), sempre con # mount /dev/hdxN /mnt/gentoo/home# chroot /mnt/gentoo /bin/bash# env-update && source /etc/profile# emerge gnome-light, ovviamente dopo aver sistemato bene tutte le USE in /etc/make.confQuindi adesso possiamo fare tutto quello che vogliamo, mentre emerge tiene occupata la nostra CPU ; ).
L’altro ieri (merc 30 ago) sono stato a Ceglie Messapico/a con Andy e la Sonia per l’unica tappa pugliese degli Afterhours. Peccato però per il service che faceva skifo e non si sentiva bene nemmeno la voce di Manuel che comunque non era in gran forma (forse colpa del tour in America).
Insomma… sul concerto di oggi ci scatarro sù: meglio i Marta sui tubi e i Doors del ritorno in macchina! ;-)
Stamattina però ho letto un po’ di recensioni dell’ultima fatica del gruppo di Agnelli ed in particolare questa, sempre mentre ascoltavo “Ballate per piccole iene” e poi il magnifico e stupefacente “Quello che non c’è”, ed ho rivalutato un po’ tutto.
<< Non sono immaginario ma la gente sta male sulle labbra per via del male di miele. Ora pero’ ritorno a casa perche’ qui c’e’ tutto quello che non c’e’. E anche se ci sono molti modi, chissa com’e’... oggi e’ il compleanno di Andrea. >> :-)
dunque… da dove inizio? ... Ah si!
Inizio da questa foto:

...e mandando i miei saluti a tutti i simpaticissimi amici di Taurisano! :D
Blog di qua… blog di la’ ... sembra quasi una moda ma…
...hey! ... mmm… blog? ... Ottima idea!!! :-)
Ed eccomi qua, a scrivere il mio primo pensiero di questo blog.
Ho scelto di chiamarlo del-iri – “deleted incoming recursive inputs”: pensieri fugaci che restano nella testa solo qualche frazione di millisecondo e poi vengono spazzati via, cancellati dal tempo…
...cosi’ ho deciso di imprigionarli qui in attesa di tempi migliori…